Nudismo e Naturismo

vivere con naturalezza

Famiglia Cristiana parla di naturismo


Naturismo e nudismo vincono i tabù? Questo è il titolo dell’articolo di Luigi Lorenzetti su Famiglia Cristiana. Interessante è la presa di posizione equilibrata. Il che lascia i naturisti perplessi e, forse, qualcuno diffidente.
In effetti, il naturismo è un fenomeno diffuso nei Paesi europei, conta centinaia di associazioni, una decina in Italia riunite nella Federazione Naturista Italiana riconosciuta, con atto pubblico, nel 1997. I naturisti cercano un modo di vivere in armonia con la natura, caratterizzato dalla pratica della nudità in comune, allo scopo di favorire il rispetto di se stessi, degli altri e dell’ambiente. Il naturismo è un movimento familiare, sano, educativo, naturale».

L’articolo propone una ricostruzione delle finalità delle associazioni naturiste che preferiscono l’accesso ai nuclei familiari piuttosto che ai singoli. Il movimento nudista è sorto come reazione a ogni forma di pensiero che, nel corso della storia, ha condotto a una concezione spregiativa del corpo umano, quasi realtà di cui vergognarsi e da nascondere. Al pensiero cristiano si attribuisce l’abbinamento del corpo con il sessuale-genitale e questo con il peccato.

Successivamente si propone un ragionamento sulla lettura del corpo in chiave cristiana. Si può riconoscere che il pensiero tradizionale cristiano, anziché contrastare il dualismo neo-platonico e manicheo, che esalta l’anima e disprezza il corpo, si è lasciato condizionare e, così, si è prestato a trasmettere un’idea del corpo e della nudità del tutto negativa: occasione di peccato ed espressione di desiderio erotico. Nel restituire dignità al corpo e nel contrastarne la banalizzazione e mercificazione, la Chiesa cattolica, soprattutto a partire dal concilio Vaticano II, è in primo piano. In base alla parola di Dio, insegna che l’uomo e la donna non sono creati come puri spiriti, ma nell’unità inscindibile di corpo e anima.

Rispettare la persona significa rispettarla nella sua dimensione spirituale-corporea. Il pudore non si fonda sul disprezzo del corpo ma sul suo valore. I nostri progenitori «erano nudi e non si vergognavano», ma dopo la rivendicazione di autonomia rispetto al Creatore, «s’accorsero di essere nudi e si coprirono». E questo non perché il corpo era diventato cattivo, ma era diventato disordinato il loro sguardo. Il pudore è un sentimento umano universale di difesa. Gli stessi nudisti lo sperimentano quando reagiscono a sguardi indiscreti, interessati ed erotici.

Fino ad arrivare ad una prima posizione: I vari movimenti nella storia e, quindi, anche il nudismo, non sono subito da innocentizzare ma nemmeno da demonizzare, occorre un sufficiente senso critico per distinguere tra messaggi positivi da accogliere e limiti da neutralizzare. Se il movimento nudista contribuisce a vivere in armonia con la natura e a favorire l’incontro delle persone e dei semplici corpi, è un’esperienza positiva. Ci sono, tuttavia, enfatizzazioni che distolgono da una giusta valutazione.

Peccato, poi, che si arriva a qualche posizione poco condivisibile, quando si affronta il tema “minori”: Anzitutto il proporsi come modalità quasi necessaria per arrivare a un rapporto di armonia del soggetto con il corpo proprio e altrui. È più giusto riconoscere che la pratica della nudità in comune è ambivalente: permettere incontro genuino con le persone, ma anche confermare una certa ossessione sul corpo nudo e, dopo assuefazione, su quello vestito. In ogni caso, non è necessario iscriversi ad associazioni nudiste per liberarsi da idee sbagliate o sensi di colpa infondati. Inoltre, la pratica della nudità è annunciata come incondizionato metodo educativo dei minori. È più esatto riconoscere che lo è a determinate condizioni, in concreto se le inevitabili domande del minore trovano una adeguata sana risposta, per esempio, la differenza tra comportamento privato e pubblico, le differenze anatomiche di genere, la dignità uguale dell’uomo e della donna, il senso del pudore, eccetera. Inoltre, desta sorpresa il frequente ricorso ad argomentazioni di tipo religioso (cattolico) per legittimare la pratica nudista in comune. Così si ricorda Gesù di Nazareth nudo al fiume Giordano per essere battezzato; nudo in croce. Oppure si narra di episodi di qualche santo, per esempio, a Francesco di Assisi che si denuda davanti a tutti e al padre. Ognuno di questi eventi ha una sua spiegazione che nulla ha a che vedere con la pratica nudista in comune né in termini di approvazione o disapprovazione. In conclusione, l’esperienza nudista è rispettabile ma, come ogni altra esperienza personale, non si presta a generalizzazioni o a chissà quale rimedio liberatorio. Si può essere naturisti per scelta libera e consapevole, come si può non esserlo, ma non per questo si è bigotti, proibizionisti o impositori di tabù o di pregiudizi vecchi a morire. È preferibile confrontare, senza dogmatismi e intolleranze, le rispettive scelte libere e responsabili di sé stessi e degli altri.

In realtà Luigi Lorenzetti puntualizza, con equilibrio, alcuni aspetti che da anni hanno riguardato le polemiche tra naturisti e cattolici bigotti, come li chiama lui. Personalmente ritengo di fare alcune considerazioni:

1) Il naturismo è  una scelta che ogni individuo può fare o non fare e che non implica nessuna ulteriore accezione successiva. Non è bigotto chi non la pratica e non è “libertino” chi la pratica. Il problema, casomai, nasce da fattori sociali e culturali per cui c’è tendenza generalizzata a etichettare i comportamenti, prescindendo dal riconoscimento della libertà inviolabile di cui ogni individuo è portatore, salvo, unico limite, il rispetto di quella altrui.

2) La nudità, più che da ragioni o motivazioni religiose, si legittima nella struttura psicologica degli individui. I simboli onorici dell’uomo nudo, davanti allo specchio sono alquanto esplicativi del valore che la nudità ha nell’equilibrio psicologico degli esseri umani e nella loro capacità di riconoscimento del proprio io e del proprio inconscio.

3) Il naturismo non è certamente un metodo educativo per minori. E’ semplicemente un elemento del percorso educativo di genitori e figli. Saranno questi ultimi successivamente a fare liberamente le loro scelte. E’ un fattore culturale che tende a tramandarsi, tanto quanto il credo religioso.

4) Certamente l’esperienza nudista è una semplice scelta che non è da etichettare a “metodo liberatorio”. Non esistono metodi liberatori e questi, laddove fuzionino, non hanno nulla a che vedere con le azioni, casomai con la libertà dell’animo o della psiche, che prescinde a sua volta dagli strumenti messi a disposizione dai metodi religiosi.

Concludendo, è apprezzabile il tentativo di apertura, che mette in rilievo, purtroppo ancora il sistema dei contro-altari in cui nessuno è sbagliato, però, ognuno puntualizza le proprie ragioni. Quindi, con fare malizioso, mi vien da dire… perchè non si trovano in Italia luoghi in cui poter essere naturisti liberamente senza incappare in contravvenzioni? Problema secolare, o problema di secolarizzazione?

Fonte: Famiglia Cristiana

Archiviato in:News Italia, Notizie, , ,

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Inserisci il tuo indirizzo e-mail per iscriverti a questo blog e ricevere notifiche di nuovi messaggi per e-mail.

Segui assieme ad altri 19 follower

RSS eDreams RSS

  • Si è verificato un errore; probabilmente il feed non è attivo. Riprovare più tardi.

Link più cliccati

Blog Stats

  • 100,177 hits
%d blogger cliccano Mi Piace per questo: